Modalità comunicative nella lezione di Danza Classica: il linguaggio della danza

Set 2, 2015   //   by Chiara Quartu   //   Danza Cagliari Blog, Danza classica  //  No Comments

modalità comunicative linguaggio danza tesi Chiara QuartuUna delle maggiori sfide per un insegnante di Danza Classica è quella di riuscire a formare gli allievi tenendo conto delle esigenze di ciascun individuo, in modo da far sviluppare al meglio non solo la Tecnica Accademica, l’eleganza  e la pulizia del movimento, ma anche la crescita interpretativa e artistica.

Per tale motivo nei miei studi universitari di Scienza della Comunicazione ho voluto approfondire con la mia tesi di laurea il discorso delle modalità comunicative nella lezione di danza classica, con preciso riferimento al Metodo russo Vaganova.

LA GIUSTA LINEA COMUNICATIVA

Nella danza classica, forse ancor più che negli altri stili di danza, a parità di preparazione tecnico-professionale dell’insegnante e di capacità dell’allievo, è fondamentale la linea comunicativa che viene adottata dall’insegnante nel corso della lezione. Da essa  dipende infatti il successo o l’insuccesso, ossia il travaso più o meno efficace delle competenze tecnico-accademiche e di quelle artistiche e interpretative da insegnante ad allievo.

IL LINGUAGGIO DELLA DANZA E IL METODO VAGANOVA

Non va dimenticato che il linguaggio della danza è il linguaggio del corpo, e in particolare quello della danza classica, riferito al Metodo Vaganova, è un linguaggio molto articolato.

Tale linguaggio si compone di due parti:

  • una parte fisica (il movimento)
  • una parte artistico/emotiva (l’interpretazione)lezione danza cagliari chiara quartu

Grazie al Metodo Vaganova infatti il lavoro del danzatore  è impostato sulla qualità dell’esercizio e ogni singolo movimento è scomposto in singoli elementi,  che il danzatore deve eseguire grazie al costante autocontrollo del proprio corpo. Il risultato conduce non solo ad una tecnica perfetta, ma anche una notevole espressività, grazie al coinvolgimento nello studio non solo del lato fisico, ma anche di quello psicologico-emotivo.

Trovare quindi le giuste modalità comunicative che veicolino un lavoro così articolato e complesso è una grande sfida per l’insegnante, alla  quale dunque sono richieste oltre alle competenze tecnico professionali, anche quelle di tipo didattico-comunicativo.

Insomma l’insegnante deve conoscere gli assiomi fondamentali e le teorie della Comunicazione.

Solo in questo modo potrà “tarare” comunicativamente al meglio la lezione sulla base del livello di età, di studio e degli obiettivi didattici di ciascun corso.

MODALITA’ COMUNICATIVE NELLA PROPEDEUTICA E NEI CORSI ACCADEMICI

In particolare nelle classi di Propedeutica il ricorso alla Teoria della Pertinenza sarà di grande aiuto per avvicinarsi al processo mentale dei bimbi in età prescolare o che  frequentano ancora la scuola primaria e veicolare i contenuti didattici nel rispetto dei loro canoni di apprendimento.

Per i vari livelli dei corsi di Danza Classica, per favorire l’apprendimento artistico, potrà invece essere efficace l’utilizzo della Metafora. Grazie a tali strutture infatti è possibile suggerire agli allievi un’immagine mentale, legata all’essenza del movimento, e coprire pertanto quel gap che esiste tra parola e movimento, emozione e sensazione.

Si potrebbe approfondire ulteriormente il discorso, ma non voglio annoiarvi 🙂

… e allora buona danza a tutti!

 

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