Cosa ho imparato e capito da questi primi 10 anni di insegnamento della danza

Giu 12, 2018   //   by Chiara Quartu   //   Varie  //  No Comments

10 anni insegnamento danza maestra chiara quartu danza cagliari balletSono alla vigilia del mio decimo saggio da Maestra di danza. E mi ritrovo qui a riflettere e a pensare quanto la Danza abbia da sempre riempito la mia vita e che esperienza meravigliosa sia l’insegnamento di questo splendida Arte.

Mi sembra incredibile,  sono già passati dieci anni da quando ho iniziato ad insegnare. Ripenso a me giovanissima che a 19 anni,  fresca di diploma della Scuola di Balletto, con coraggio e consapevolezza prendo i miei primi corsi. Ricordo ancora la chiamata con cui mi proponevano di prendere sotto la mia direzione i primi corsi di propedeutica e danza classica…

Ho sempre avuto il desiderio di insegnare, non di fare la ballerina, ma proprio di insegnare. Credo ci sia una predisposizione innata in questo. L’insegnamento è una missione, ci vuole amore, pazienza, tanto polso e allo stesso tempo tanta dolcezza ed empatia. Al primo posto ci sono gli allievi e la loro preparazione. Il fatto che i tuoi allievi, un domani, possano diventare dei danzatori professionisti o più bravi del maestro non l’ho mai visto come un problema o motivo di invidia, anzi deve essere un obiettivo, un motivo di felicità e orgoglio. Per questo non mi sono mai risparmiata nelle correzioni, e nel suggerire tutti quei piccoli segreti tecnici e artistici  per la riuscita di un passo.

La Danza per me è sempre stata una cosa seria, non un gioco o una semplice attività ricreativa. La Danza ha forgiato il mio carattere, mi ha portato a intraprendere percorsi molto impegnativi, a lasciare la Sardegna e la mia famiglia da giovanissima per studiare a livello professionale la danza. La mattina studiavo al liceo,  la sera studiavo danza, e dopo cena si facevano i compiti.

La passione e la volontà sono determinanti. Quando si ha l’ardente desiderio di intraprendere una strada che si ama non ci sono ostacoli, troppi compiti, impegni o scuse che tengano.

Se ripenso a questi primi 10 anni da maestra di danza, mi rendo conto di aver imparato e capito tante cose…

Ho imparato che ci sono bambine naturalmente predisposte alla danza. Bambine che appena mettono piede in sala di balletto, grazie alle naturali doti fisiche sono subito a loro agio in body e scarpette e riescono più facilmente di altri nell’esecuzione degli esercizi.

… ma ho soprattutto imparato che ci sono allieve che, se anche non estremamente dotate a livello fisico, riescono a sbalordirti e a trasformarsi grazie alla loro forza di volontà e al loro immenso amore per la Danza.

Perciò alla fine solo il tempo, lo studio e la costanza, mostreranno il vero potenziale di un allievo.

Ho capito che un conto è amare la danza solo perché si è le più brave e portate (in questi casi forse più che la danza si ama la propria naturale inclinazione nell’eccellere in qualcosa), un conto è amare la Danza.

Ho imparato che si può danzare anche per non diventare ballerini o maestri, si più danzare per Amore della Danza, e questo forse è un amore ancora più speciale e prezioso.

Ho imparato che ci saranno allievi in cui ti rispecchierai, in cui ti rivedrai e questa sarà una magia bellissima.

Ho imparato che i maestri insegnano tanto agli allievi, ma che anche gli allievi regalano ai maestri preziosi insegnamenti

Ho imparato che ogni allievo è diverso dall’altro, che ognuno ha qualcosa di speciale e di particolare che lo caratterizza.

Ho imparato che a molti allievi piace seguire la via più facile, quella dove si sentono più bravi e dove non si fatica, ma questa non è certo la via della Danza.

Ho imparato che il bello è soggettivo, ma è oggettivo che esista una bella Danza e una cattiva danza.

Ho imparato che ci sono mille modi per coltivare l’amore per la Danza, e molti di questi si possono portare avanti anche fuori dalla sala di balletto.

Ho imparato che ognuno sceglie il proprio insegnante, e infatti, alla fine, ognuno ha l’insegnante che merita e che lo rispecchia.

Ho capito che il talento senza impegno, senza testa e intelligenza è nullo.

Ho capito che ci sono però anche dei bellissimi casi in cui talento, passione, testa e amore per la danza si incontrano.

Ho capito, anzi avuto conferme su conferme, che non si balla con il cuore, che senza tecnica non si va da nessuna parte. Solo quando la tecnica diventa un tutt’uno con l’anima si assiste alla Bellezza della Danza.

Ho capito che è triste vedere una propria coreografia copiata, ma ho anche imparato che bisogna esserne felici, perché quando iniziano a copiarti sei sulla strada giusta.

Ho capito che a non tutti i genitori interessa che i propri figli vengano seguiti da persone competenti. Si accontentano della prima scuola e del primo insegnante che capita… ma ho anche imparato che alla fine ognuno ha gli allievi che merita. Ho sempre preferito lavorare sulla qualità e con bambini e genitori motivati, e questa sinergia è vincente.

Ho imparato che l’esperienza conta relativamente:  quando ho iniziato a insegnare, ma capita ancora adesso, ho sentito spesso commenti sulla mia giovane età e sul fatto che “però ha poca esperienza” ….

L’esperienza, personalmente, mi è solo servita per dei piccoli trucchetti/accorgimenti organizzativi, ma la qualità del mio insegnamento è esattamente la stessa di quando ho iniziato a 19 anni. Perché quando c’è una vera preparazione tecnica e artistica alla base, non c’è età che tenga. Le mie conoscenze si sono semplicemente e naturalmente evolute di pari passi all’evoluzione che ha avuto la danza in questi anni.

Ho capito che chi vola alto è sempre solo (citando Nureyev).

Ho capito che ci sono tanti curriculum inventati e romanzati. Sta ai genitori verificare, informarsi e documentarsi per il bene dei propri figli.

Ho imparato quanto sia importante il legame di fiducia tra maestro e genitori. Occorre affidarsi completamente e senza riserve al maestro affinché i veri risultati possano arrivare.

Ho capito, ma già lo sapevo, che per estirpare la cattiva danza e gli errori di impostazione ci vogliono, se tutto va bene, anni e anni…e che iniziare bene è fondamentale e fa la differenza.

Ho capito che ogni anno subirò un interrogatorio da parte degli allievi per avere spoiler sui tutù del saggio e che la loro immensa curiosità mi farà sempre sorridere.

Ho imparato che ci vuole tempo. Tempo per preparare il programma accademico, le lezioni e le coreografie.  Tempo perché gli allievi entrino nella tua metodologia di insegnamento.

Ho imparato che in sala avvengono delle “magie”… dopo tanto impegno e lavoro, dopo essere andati “oltre la fatica” improvvisamente accade il miracolo: riescono le correzioni e quel movimento tanto  studiato e ripetuto all’infinito, finalmente diventa naturale non verrà più dimenticato.

Ho imparato che l’insegnamento è un qualcosa che ti prende 24h su 24h. Il lavoro in sala è solo la punta dell’iceberg, dietro ci sono ore e ore di studio e lavoro.

…E ho imparato che, per questo motivo, se sei un Maestro di danza, puoi essere solo un Maestro di danza… il tuo tempo e le tue energie ruotano attorno al tuo lavoro e quindi per poterlo fare bene e al massimo della qualità non puoi essere maestro di danza e fare anche un altro mestiere. L’insegnamento della danza è un lavoro a tempo pieno.

Ho capito che voglio andare per la mia strada, non voglio scendere a compromessi e che nelle mie classi non ci sono mai stati e mai ci saranno elementi che disturbano, che rallentano le lezioni e che rallentano nell’apprendimento chi è seriamente motivato nello studio della danza

Ho capito che, come dice sempre Liliana Cosi “ci sarà sempre qualcuno che salta un po’ più di te” , perciò ognuno deve essere concentrato su se stesso e sul proprio lavoro.

Ho capito che lavorare con passione e amore vero verso la danza , fa la differenza.

Ho capito che nell’insegnamento della danza, così come nella vita ci sono scelte da prendere e che occorre schierarsi.

Io sarò sempre dalla parte dell’onestà per il bene degli allievi.

Ho capito che il livello di una scuola di danza si capisce già da come le allieve si fanno lo chignon.

Ho capito che ti possono copiare l’idea, ma non il talento.

Ho imparato che esiste una danza commerciale, dai grandi numeri e senza qualità,  ma che non rientra nella mia etica di lavoro.

Ho capito che ad ogni spettacolo di fine anno, e ad ogni piccolo grande successo dei miei allievi non smetterò mai di emozionarmi

… e ho anche capito che già il giorno dopo il saggio starò già sognando, progettando e lavorando per il saggio dell’anno successivo.

Sono successe e cambiate tante cose in questi dieci anni, ma se ho una certezza è che sarò sempre dalla parte della Danza.

Ringrazio la Danza per far parte da sempre della mia vita. Mi sento fortunata per avere trovato un qualcosa che abbia riempito e migliorato la mia esistenza. Perché qualsiasi cosa accada, la Danza ci sarà sempre e un amore e una dedizione totale verso qualcosa, salva e illumina la vita.

Ringrazio  la mia mamma, la mia forza, e i miei nonni per essermi sempre stati vicini e avermi supportata nel seguire la mia strada.

Ringrazio le mamme delle mie allieve che mi hanno accompagnata in questi anni di insegnamento e che si sono affidate a me senza riserve, innamorandosi a loro volta della danza.

Ringrazio l’étoile Liliana Cosi, la mia Maestra, per avermi insegnato cosa sia davvero la Danza e che cosa significhi andare “oltre la fatica”.

Un grazie speciale anche alla Maestra Barbara Protti, per me un grande modello di insegnante, con la preziosa capacità non solo di travasare conoscenze, ma anche di accendere e soprattutto saper riaccendere, anche nei momenti più difficili, la passione per la danza.

Grazie quindi a tutta la Scuola di Balletto Classico Cosi-Stefanescu di Reggio Emilia.

Grazie a Cristina, la mia mamma di Reggio Emilia, Fides e Aurora per aver reso gli anni in convitto indimenticabili e facendo sentire tutte noi ragazze a Casa, anche se eravamo lontane dalle nostre famiglie.

….è stata un’esperienza di vita meravigliosa che ha segnato e segnerà senza ombra di dubbio tutta la mia esistenza.

Grazie alle mie allieve che in tutti questi anni sono state in sala e che hanno amato la Danza.

  

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