Come riconoscere una buona scuola di Danza Classica

Set 23, 2012   //   by Chiara Quartu   //   Lezioni, Varie  //  3 Comments

a lezionePurtroppo si sa, siamo in Italia e, contrariamente a quanto accade in altri paesi, chiunque può aprire una scuola di danza e soprattutto insegnare una disciplina così delicata come è la danza classica.

Riuscire a districarsi tra la miriade di scuole private, che proliferano in ogni città, non è semplice, anche perché ciascuna offre corsi che, anche se riferiti alla stessa disciplina, non è possibile confrontare, perché non classificati con un criterio comune. Tale situazione finisce con il penalizzare tutti, insegnanti qualificati, genitori, allievi. Nella speranza che prima o poi il settore venga normato, vi do qualche piccolo consiglio per capire come riconoscere una buona scuola di danza classica.

il maestro di danzaIL MAESTRO DI DANZA

Prima di iscrivervi o iscrivere i vostri figli ad una scuola di danza classica vi consiglio vivamente di valutare attentamente e personalmente la preparazione e la competenza dell’insegnante.

Non eseguite la scelta frettolosamente, solo sulla base della notorietà cittadina. La notorietà cittadina non è infatti sempre sinonimo di qualità! Ricordate che quando iscrivete vostro figlio ad un corso di danza classica, state affidando ad un insegnante l’educazione del suo corpo e anche della sua mente, né più né meno come accade con la scuola dell’obbligo o con il liceo. La danza classica infatti oltre che interessare lo sviluppo fisico del corpo, interessa anche il suo sviluppo culturale.

Vi sentireste preoccupati se a scuola l’insegnante di vostro figlio fosse qualcuno che non ha conseguito il diploma di maestro elementare o la laurea? Allo stesso modo il maestro di danza deve essere un professionista:

  • deve avere alle spalle il giusto percorso di studi. Ciò implica che deve aver seguito e completato i propri studi presso una vera scuola professionale, con insegnanti di alto livello artistico, e non in scuole di tipo amatoriale o professionale sui generis. Le vere scuole professionali (Scala, Opera, San Carlo, Cosi-Stefanescu, ecc) prevedono anni di studio intensivo, ogni giorno della settimana (spesso anche di domenica);
  • deve conoscere la tecnica accademica pura e ciò può essere garantito solo da una scuola di livello e non da esperienze approssimate. Tutti avrete fatto da piccoli il gioco del telefono. Un gruppo di bambini si dispongono uno accanto all’altro. Il primo bisbiglia all’orecchio del secondo una frase, che via via viene passata all’orecchio del bimbo accanto. Quando il messaggio arriva all’ultimo bimbo della fila, il messaggio è completamente stravolto!

La tecnica accademica pura è quella che garantisce l’esatta esecuzione del movimento e ciò assicura, non solo la leggerezza, l’eleganza e la leggiadria del movimento stesso, ma anche e soprattutto la mancanza di rischi per l’apparato muscolare e scheletrico;

  • deve avere ben chiaro il delicato rapporto tra le forme e i movimenti della danza classica e l’anatomia umana, per scongiurare il pericolo di arrecare pregiudizio al fisico degli allievi. Ideale è pertanto, per un maestro di danza, la conoscenza anche del Pilates;
  • deve avere una conoscenza ampia e completa di cosa significhi danzare, per saperlo trasmettere agli allievi. Se deve cioè insegnare regole e valori, deve per questo aver fatto esperienze di spettacolo e con compagnie di danza;
  • deve avere una buona conoscenza dei diversi aspetti artistici, culturali e di costume che accompagnano la danza e il mondo del balletto: storia del balletto, musiche e balletti di repertorio, scenografia, luci, trucco e costumi, ecc.

a lezioneL’ORGANIZZAZIONE DEI CORSI

Anche l’articolazione dei corsi adottata da una scuola vi permette di valutarne la sua serietà. Per i bimbi piccoli devono essere previsti corsi di propedeutica, che li facciano lavorare in una atmosfera giocosa e rilassata.

La danza classica deve essere insegnata sì con entusiasmo, ma anche con prudenza. Non esiste alcuna necessità di precorrere i tempi. Il livello di disciplina proprio dello studio della danza accademica può fra l’altro soffocare lo sviluppo dell’intuizione e della creatività, che sono invece virtù fondamentali.

Mi è addirittura capitato di vedere in una scuola bimbe di 4-5 anni messe a lavorare alla sbarra, perché “fa tanto ballerine”, nonostante il programma didattico per quella fascia di età preveda tutt’altro tipo di lavoro!

Solo un’insegnante preparato sa quale sia il momento giusto per mettere una piccola allieva sulle punte. Ci sono bimbe che per il loro sviluppo accademico e muscolare possono tagliare questo traguardo anche verso i 9-10 anni, ma per altre sarebbe deleterio!

AMBIENTE DI STUDIO E MATERIALE DIDATTICO

L’ambiente di studio è fondamentale. Nelle migliori scuole, le sale di danza sono ampie e dotate di apposito parquet in legno, in modo da creare un pavimento elastico per non provocare lesioni alle gambe e alla schiena degli allievi. Il tutto è completato dalle sbarre per l’esecuzione dei relativi esercizi e da ampi specchi, fondamentali perché l’allievo possa imparare ad auto-correggersi.

Ideale è poi poter disporre di materiale di supporto allo studio, come una biblioteca di volumi attinenti la danza e una videoteca.

A me piace ogni tanto portare il PC in sala di danza per vedere insieme alle allieve DVD di balletto, oppure distribuire copie da far girare tra loro. Trovo inoltre molto utile portare in sala la telecamera per riprendere gli esercizi svolti dalle allieve e rivederne con calma l’esecuzione, in cerca di errori che possono essermi sfuggiti durante la lezione. Ripropongo poi questi filmati alle allieve perché si rendano conto degli errori commessi.

Con le alunne più grandi inoltre, organizzo incontri al cinema per vedere film di danza, o a teatro, in occasione della rappresentazione di balletti. È per me infatti essenziale che le allieve crescano con la consapevolezza che la danza è un importante fattore culturale, indispensabile per la realizzazione personale.

Allievi scuola Cosi-Stefanescu

Allievi scuola Cosi-Stefanescu

LA DIVISA

Una scuola seria inoltre richiede che le allieve siano ordinate, portino i capelli raccolti e indossino una divisa. La danza classica è infatti di per sé sinonimo di ordine e di rigore (a tal proposito puoi leggere un articolo cliccando qui).

Tutto è codificato per il raggiungimento del miglior risultato estetico ed artistico. “La tecnica” dice l’étoile Alessandra Ferri “è trasformare il movimento in poesia!”.

Per raggiungere questo meraviglioso traguardo è però necessario rispettare regole precise. Tutto ha un senso: i capelli raccolti nello chignon ad esempio sono necessari perché l’insegnante possa verificare la corretta posizione del capo, del collo e della schiena.

Pian piano vi renderete conto che il rigore e la disciplina della danza classica sono di grande ausilio ai vostri figli anche nella vita scolastica e in quella di tutti i giorni.

Noi ragazze che vivevamo nel convitto associato alla scuola di balletto e che, dopo aver trascorso tutta la sera a danza, potevamo dedicare ai compiti solo il dopocena e la domenica, raggiungevamo al liceo risultati migliori dei nostri compagni, che facevano per così dire una “vita normale”!

3 Comments

  • Sono d’accordo quasi su tutto nn dimentichiamo però che il metodo Vaganova vieta l’uso degli specchi poiché i movimenti vanno sentiti nn copiati… L’auto correggersi purtroppo nn sempre aiuta l’allievo ma nella maggior parte dei casi fuorvia e pone difetti di esecuzione dei passi…

    • Sono d ‘accordo, i movimenti vanno sicuramente per prima cosa “sentiti”, ma anche lo specchio, SE usato correttamente, è un valido strumento per imparare a vedere gli errori e per auto-correggersi.
      Anche all’Accademia Vaganova di San Pietroburgo gli allievi, durante le lezioni, svolgono gli esercizi davanti allo specchio.

  • Capita molto spesso che le scuole private di città abbiano un livello nettamente superiore di quelle considerate “professionali” però…nn1nn1

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